Edoardo Salzano, la citta' post-ducale e il suo territorio

Mercoledi’ 23 gennaio si sono
svolti a Parma e a Langhirano i due incontri con
l’importante urbanista Edoardo Salzano, fondatore del noto sito web
culturale www.eddyburg.it .

I mezzi di
comunicazione locale (escluso polisquotidiano) non hanno pubblicato articoli
relativi all’incontro. Visto che l’attenzione dei cittadini è stata ampia,
cercheremo qui di riassumere i temi più importanti.

A breve metteremo a disposizione anche il video dei 2 incontri.

Circa 200 persone, tra cui cittadini e amministratori,
hanno riempito le sale dell’Oratorio Novo a Parma e del Centro Culturale di
Langhirano.

L’incontro è nato con la proposta di aprire
un ampio dibattito sulla città, che possa durare lungo tutto il 2008.
La presentazione del nuovo libro di Edoardo Salzano ha fatto convergere
l’attenzione sui temi della città, del territorio, del paesaggio e della
qualità della nostra vita.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di aiutare a comprendere la natura della città, le ragioni della sua
crisi, gli strumenti disponibili per concorrere a trasformarla.

La scelta di aver diviso l’incontro in due momenti, uno a Parma e uno a Langhirano, è stata finalizzata idealmente a contrapporre due mondi che vorremmo ben separati, la città e la campagna, e che al contrario, irrimediabilmente, si ritrovano in un’unica poltiglia di ” territorio urbanizzato, la città diffusa padana.

Innanzitutto bisogna anticipare che il libro “Ma dove vivi? La città raccontata” non è un libro per specialisti, anzi, è un libro che si pone come obiettivo principale quello di parlare a tutti:A me piacerebbe che si insegnasse dalle scuole elementari” scrive Salzano.

Difatti nel libro viene evidenziato che la
città è la casa della società,
[...]
è un bene comune” e che “l’urbanistica, un
modo corretto di vivere e trasformare la città, non vince se non diventa
un sapere diffuso, radicato fin dai primi gradi di apprendimento
[...]
“.

L’iniziativa
ha visto la presenza di numerosi esponenti della politica locale, tra i quali
l’Assessore all’ambiente Cristina Sassi, l’Assessore alla mobilità
Pietro Somenzi,
i consiglieri di minoranza
Carla Mantelli e Marco
Ablondi
.

Simone
Riccardi
,
dell’Associazione culturale ” Le città Invisibili” www.cittainvisibili.it

ha
moderato i due incontri.

L’incontro è iniziato a luci spente. Sullo
sfondo della sala correvano immagini di Parma di ieri e di oggi. La musica di
Stravinsky scandiva il tempo della lettura di alcune parti
del libro interpretate da Milena Rondinone .

Alberto Mambriani ha introdotto
Eddy, mostrando che il suo legame con Parma ha origine con la presa di posizione
contro l’edificazione del progetto “invadente” di Mario Botta
in Piazzale della pace. E’ anche grazie ad Eddy se oggi ritroviamo,
nel pieno centro della città, un grande prato verde in cui incontrarsi
e rimanere alzati fino a tardi con gli amici durante l’estate.

Durante la prima parte dell’incontro Andrea Bui,
dell’associazione Insurgent
City,
ha esposto chiaramente la diversità tra bene e merce. Su questo
tema Salzano ha sottolineato l’importanza che ” la città debba
ritornare ad essere intesa come un bene comune e non una merce di scambio monetizzabile
e traducibile in denaro, per pochi individui.

L’edilizia contrattata è la
mercificazione del bene pubblico
, in cui un singolo (impresa) decide
come meglio trarre profitto dalla trasformazione di aree, perseguendo obiettivi
prettamente speculativi che giovano solo a se stesso e lontanamente guarda all’interesse
pubblico. Inoltre esiste una piccola clausola ” segreta” “
– prosegue Salzano – ” se l’impresa
fallisce, il Comune è obbligato a terminare l’opera a spese dei cittadini.
Chi ci guadagna da queste manovre? I cittadini no. La città nemmeno.

Inoltre Salzano ha posto un dubbio ragionevole:
Ma siamo sicuri che le città abbiano proprio bisogno di crescere?
Sono queste le richieste dei cittadini? O piuttosto sono le necessità
del mercato immobiliare che in Italia non investe in Ricerca e Sviluppo, ma perpetra la speculazione edilizia, moltiplicando
i propri capitali in quest’unico indotto chiuso e fine a se stesso. [...] E
se come in Inghilterra la città non potesse più crescere sul territorio
agricolo ma solo nelle aree dismesse? Perchè non perseguire queste politiche?”

L’incontro
di Parma è terminato con un suggerimento di Alberto Mambriani
relativo al riconsiderare il progetto della Metropolitana con
la possibilità di sviluppare un progetto alternativo; lo stesso Salzano
ha dichiarato durante l’incontro che l’idea di una metropolitana a Parma, a
detta dei maggiori esperti del settore, sarebbe veramente un grave errore di
governo della città.

A Langhirano
Lara Canuti,
dell’associazione culturale Le città
Invisibili, ha introdotto la seconda parte dell’incontro dedicata al territorio
extraurbano.

L‘attenzione
della popolazione e degli amministratori locali intervenuti (tra cui i due sindaci
di Langhirano e Lesignano rispettivamente Stefano Bovis e Michele Perlini)
hanno portato il dibattito della serata sul nuovo Piano Strutturale Comunale
(PSC) che i due Comuni stanno realizzando in forma associata.

In
questo caso il consiglio di Salzano è stato quello di
ascoltare i cittadini, di farli partecipare sin dall’inizio alla
redazione del quadro conoscitivo e al progetto preliminare.

Purtroppo
per i cittadini dei due Comuni in questione, questa proposta arriva in ritardo
visto che gli strumenti utilizzati dalle amministrazioni, calano dall’alto un
quadro conoscitivo e un piano preliminare già confezionati sui quali,
al massimo, possono essere espresse proposte e osservazioni.

Relativamente
all’espansione edilizia Stefano Bovis ha fatto notare che il
PSC si pone l’obiettivo di utilizzare il 50% di tutte le nuove aree
edificabili
, sviluppandole all’interno delle aree dismesse.
La domanda ragionevole di Salzano è stata:” Perchè
non l’intero 100% come fanno in Inghilterra?” .

Salzano ha spiegato che non esiste un diritto edificatorio.
Il fatto cioè che l’Amministrazione abbia previsto l’edificabilità
di un terreno, rappresentata sui piani regolatori dal cosiddetto retino disegnato
sull’area, non significa che il proprietario di quel terreno vanta un
diritto assoluto
o immodificabile all’edificazione, tutelabile come
tale. Egli vanta tutt’al più un “interesse legittimo”
che riceve dunque una tutela minore.

La giurisprudenza in materia parla chiaro: l’Amministrazione può
eliminare, senza conseguenze, la prevista edificabilità
; e,
se il proprietario del terreno avesse già affrontato delle spese in base
alla situazione precedente, l’Amministrazione sarà tenuta solamente al
rimborso di quest’ultime.

I due incontri hanno evidenziato sotto molti aspetti
quale siano le patologie che affliggono la città italiana contemporanea,
ma ben oltre a questo sono state espresse diverse proposte positive per ripensare
ad un nuovo rinascimento della città, che consistono nel limitare
l’espansione edilizia
, promuoverne la sua compattezza
e coinvolgere i cittadini nelle scelte di gestione della città
tramite gli strumenti della partecipazione.

Grazie Eddy!

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