Ma dove vivi ?

January 23rd, 2008

Un’importante duplice appuntamento per parlare della città e della realtà
in cui viviamo, dei problemi e dei modi di trasformazione, organizzato dalle associazioni
Le città invisibili e Insurgent city, con la collaborazione
di Inbar, WWF e Legambiente.

Mercoledi 23 gennaio 2007 l’incontro avverrà in
due tappe:

la prima parte a Parma, presso l’Oratorio Novo
(biblioteca civica di Vicolo S.Maria) alle ore 18.00,

la seconda a Langhirano, presso il Centro Culturale,
alle ore 21.00.

Sarà disponibile un servizio navetta per collegare i due
eventi (chiedere all’organizzazione tel. 0521-504099).

Ospite dei due appuntamenti è Edoardo Salzano, uno
dei più autorevoli studiosi di urbanistica in Italia, da molti anni punto
di riferimento sulle tematiche urbane sostenibili e sulla partecipazione (autore
di centinaia di saggi e articoli su riviste specializzate, su quotidiani, libri,
e dal 2003 curatore del sito www.eddyburg.it
), che parlerà del suo ultimissimo libro “Ma dove vivi?
La città raccontata
”.

L’obiettivo è aiutare a comprendere la natura della città,
le ragioni della sua crisi, gli strumenti disponibili per concorrere a trasformarla.
L’urbanistica infatti non vince se non diventa un sapere diffuso,
radicato fin dai primi gradi di apprendimento. Da qui nasce l’esigenza di divulgare
le ragioni dell’urbanistica e della pianificazione a un pubblico largo e soprattutto
giovane.

La scelta di proporre due incontri, uno a Parma e uno a Langhirano, è
finalizzata idealmente quasi a contrapporre due mondi che vorremmo ben separati,
la città e la campagna, e che al contrario, irrimediabilmente,
si ritrovano in un’unica poltiglia di “territorio urbanizzato”.

Ciascun incontro rappresenterà un prezioso momento di dibattito
su temi concreti
, della realtà urbana di Parma da una parte,
e dei territori rurali dall’altra.

E’ un testo che appare fondamentale, di base perchè i cittadini possano
esprimere la loro volontà sugli obbiettivi, sulla priorità dei
problemi, sulle soluzioni definite nei piani urbanistici.
Salzano conclude il suo libro domandando:

Dove vivete voi giovani e voi adulti che avete studiato ma conoscete
poco delle cose trattate in questo libro che determinano la vostra vita e il
vostro futuro?

Le alternative alla Metro di Parma…

December 24th, 2007

…ESISTONO!

Non sotteriamo i parmigiani!

I finanziamenti stanziati dallo Stato possono essere investiti in altri progetti di mobilita' sostenibile senza che vengano persi.

Parma si merita un progetto di grande respiro e di grande modernita'.

Il progetto di Metropolitana proposto dall’amministrazione attuale e' vecchio e obsoleto, giunge a noi con venti anni di ritardo sui nuovi sistemi di trasporto leggero che in Europa stanno nascendo.

Il nostro Sindaco, molto bravo a guardare all’Europa, sapra' certamente prendere la scelta migliore. ;)

Le Terme? Un'occasione persa

November 2nd, 2007

A seguito dell'articolo
"Terme: opportunita o occasione persa?", e' pervenuto, ed e' stato
inserito sui sito, un commento del Sindaco di Lesignano che puo' essere letto in
sequenza. Un "invisibile" ha replicato che I'esito dell'invito
avrebbe dato ragione all'associazione o all'Amministrazione stessa. Abbiamo
atteso con pazienza il brevissimo termine di scadenza e verificato che il
pronostico de Le Citta Invisibili si e' rivelato esatto e inconfutabile.

La presenza di un solo
ed unico Progetto, per di piu da parte di una ditta edile locale
, ha
confermato che le modalita' scelte dall'Amministrazione per ottenere una serie
di idee e di progetti erano del tutto errate. La maggioranza ha mostrato di
aver scelto un criterio di pubblicita' per dare all'invito una risonanza
europea, ed ha invece ottenuto il risultato di avere in mano il progetto di una
ditta di Lesignano.

Lo stesso identico
risultato si sarebbe ottenuto insomma invitando la stessa ditta a fornire un
progetto per le Terme. Un invito cosi' fatto, limitato ad un tempo cosj breve,
con un'unica offerta pervenuta deve portare, se non per legge almeno per buon
senso, all'annullamento stesso dell'invito e a ripensare immediatamente
a nuove forme e a nuove modalita che consentano di raggiungere seriamente
I'obiettivo del recupero delle Terme.

Non e' plausibile
analizzare I'unico progetto pervenuto, non e' serio valutare una proposta che
non puo' essere confrontata neppure con una sola altra. Non e' serio ne'
trasparente.

Ma I'anomalia prosegue: a
sorpresa, senza giustificazioni di sorta, ne esplicitate ne esistenti,
all'ultimo consiglio comunale viene nominato a presidente della Commissione che
deve valutare I'unico progetto, un consigliere di minoranza di recente
dichiaratosi sostenitore della maggioranza.

L'assessore esterno ai
servizi sociali dichiara invece di dimettersi dalla Commissione. Sollecitato
sui motivi, risponde che innanzitutto ritiene che non sia necessaria la
presenza degli assessori nella Commissione e, in secondo luogo, che preferisce
non farne parte dal momento che il proprio figlio e socio deii'impresa edile che
ha presentato l’unico progetto di recupero.

L'Amministrazione
ribadisce ancora che, in ogni caso, non e' detto che chi venga scelto quale
migliore "progettista" (ovvero eventualmente I'UNICO presente) venga
poi scelto anche per I'esecuzione del progetto. Ma se, tranne uno, nessuno ha
presentato offerte progettuali, possiamo mai credere che altri si offrano di
realizzare il progetto altrui?

L'invito va annullato >e I'unica strada seria e' quella di riproporre una gara vera, di idee
e di progetti, con i crismi con cui vengono bandite tutte le gare che si
rispettano.

LABORATORIO DI TEATRO PER ADULTI 2007/2008

September 15th, 2007

Lo svolgimento del laboratorio e' incentrato sul lavoro di gruppo.
Il gruppo e' inteso come luogo dove imparare a riconoscere e a gestire le emozioni proprie e altrui e ad utilizzarle come strumento comunicativo.

Un lavoro di creazione: prendere elementi di tecnica circense, trasformarli poeticamente, rendere il lavoro teatrale omogeneo e consapevole.

L’itinerario creativo ha l’intento di migliorare la sensibilita', le capacita' creative, fisiche e relazionali che ognuno di noi ha e spesso non sa di avere.

Questo laboratorio ha inoltre il fine di unire i singoli percorsi e i propri se' verso un’idea e un respiro collettivo.

Il laboratorio si svolgera' il martedi dalle 21.15 alle 23.15 e sono ancora disponibili alcuni posti.

Locandina

Programma

CORSO DI MINIRUGBY 2007/2008 A LESIGNANO

September 15th, 2007

La Barilla Rugby Parma e Le citta' Invisibili organizzano un CORSO DI MINI-RUGBY a Lesignano per ragazzi/e dai 6 agli 11 anni (2001-1997).

Il corso iniziera' mercoledi' 12 settembre al campo parrocchiale di S. Maria del Piano ogni MERCOLEDI’ e VENERDI’ dalle 17,30 alle 19,00.

Locandina

Volantino

Terme di Lesignano: Opportunita', o Occasione persa?

May 8th, 2007

A fine aprile 2007 e' uscito sulla Gazzetta Ufficiale delle
pubblicazioni europee l'avviso indicativo per il recupero dell'Area
ex terme
per la realizzazione di un centro termale per il benessere.

Il Comune di Lesignano, proprietario dell'area per
averla acquistata dall'ASL
, bandisce questo Avviso affinchè,
sulla scorta di un progetto di fattibilità redatto
dall'Ufficio tecnico del Comune vengano presentate
proposte di “recupero della struttura adibita a ex
terme con la costruzione delle strutture integrative necessarie per
garantire un intervento di qualità legato al benessere, allo
sport, alla cura e alla prevenzione sanitaria delle persone” e
“il finanziamento degli interventi avverrà con le
modalità della finanza di progetto (project financing).

Le
proposte dovranno pervenire entro il 30.6.07 e, nei 4 mesi
successivi, una Commissione nominata dal Consiglio comunale dovrà
individuare l'eventuale vincitore. Verrà successivamente
bandita la gara d'appalto con il criterio dell'offerta economicamente
più vantaggiosa
ed è prevista, a parità di
offerta economica anche successivamente adeguata, una preferenza a
favore del promotore. Continua [qui…]

Finalmente
dunque siamo prossimi alla decisione sul recupero delle Terme, un
tema sentito dai cittadini di Lesignano dè Bagni , ma ci sono
non poche perplessità sulla gestione dell'affare.

1)
Dopo che per tanto tempo diversi gruppi, associazioni, singoli
cittadini del Comune hanno chiesto all'Amministrazione comunale un
incontro pubblico sul tema delle Terme per poter conoscere le
intenzioni dell'Amministrazione e per poter dare anche spunti e
suggerimenti (ricordiamo infatti che le Terme non sono degli
Amministratori ma dei cittadini di Lesignano), senza aver “concesso”
dunque l'invocato incontro pubblico
, fornendo così l'ennesima
dimostrazione della mancanza di strumenti di Partecipazione, l'Amministrazione
indice l'Avviso sopra descritto, avendo già deciso cosa farne
senza consultare e senza confrontarsi con i “proprietari”.

2)
L'Avviso (che può essere letto qui….), è decisamente poco
chiaro, forse anche per un addetto ai lavori. Anziché i
termini e i contenuti esplicitati indispensabili per capire CHI può
presentare COSA, compare un'infinita ridda di numeri di commi, di
articoli, di leggi cui si rimanda per rendere intellegibile l'Avviso.

3)
Nonostante la complessità e onerosità di presentare una
proposta per il recupero……., vengono in sostanza concessi
SOLAMENTE 60 giorni di tempo per accorgersi che esiste l'avviso, per
predisporre e organizzare la proposta e farla pervenire al Comune.

Insomma
dopo decenni che si discute di come poter recuperare le Terme, dopo
che da circa tre anni l'Amministrazione ha acquisito la proprietà,
si concede a possibili, eventuali soggetti europei soli 60 giorni per
presentare una proposta
che deve contenere, tra le altre cose:

  • uno
    studio di inquadramento territoriale e ambientale;
  • uno studio di
    fattibilità;
  • un progetto preliminare;
  • una bozza di
    convenzione;
  • un piano economico finanziario asseverato da un istituto
    di credito;
  • caratteristiche del servizio e della gestione con
    indicazione delle tariffe che si intendono applicare e delle
    agevolazioni che si intendono riservare all'Amministrazione comunale
    e all'utenza;
  • indicazione degli elementi per la valutazione
    dell'offerta economica;
  • garanzie offerte all'Amministrazione;
  • importo
    delle spese sostenute per la predisposizione della proposta;
    dichiarazioni varie.
  • Il
    tutto senza che sia previsto un rimborso spese se non per l'eventuale
    vincitore.

    4)
    L'eventuale propositore-vincitore dovrebbe essere scelto da una
    Commissione la cui composizione è tutt'ora non nota e non
    chiara. Si è sentito parlare di una commissione mista di
    politici e tecnici proposti dalla Giunta e votati dal Consiglio
    comunale.

    Osservazioni
    sintetiche:più che un'opportunità rischia di essere
    un'occasione persa
    :

    a)
    non c'è stata partecipazione dei cittadini.

    b)
    con gli esigui termini concessi, non si offre la possibilità
    di ottenere un numero adeguato di proposte valide
    . Solamente chi è
    già a conoscenza della realtà delle cose e
    dell'emanando avviso è in grado di organizzarsi per
    partecipare ed essere scelto.

    Insomma:
    niente di nuovo sotto il sole.

Metropolitana alla parmigiana (via @GigiRiva)

February 22nd, 2007


Una metro da 320 milioni per 170 mila abitanti. E poi: ponti, tunnel, antichi monumenti trasformati in albergo. Cosi' sindaco e costruttori cambiano il volto alla citta'.

Una strada stretta e, sui lati, le aie e le cascine della pianura Padana. Poi si svolta una curva e ci si ritrova a San Francisco. Per superare il torrente Parma, quasi sempre in secca, largo come un torrente appunto, un ponte che scimmiotta il Golden Gate, decine e decine di tiranti metallici per un monumento esagerato.

Lo hanno chiamato ponte De Gasperi ed e' l’emblema visivo del fervore gigantista di un’amministrazione e di un sindaco, Elvio Ubaldi, giunto alla fine del secondo mandato, che ha cercato con fin troppo zelo di rispettare lo slogan che era anche la sua primitiva promessa elettorale: “La citta' cantiere”. Tal volta riuscendovi, talvolta, per fortuna no (lo vedremo), perche' bloccato da tribunali vari che hanno fermato colate di cemento smodate quando non addirittura sacrileghe, visto che avrebbero snaturato persino edifici del Duecento.

Ponti e strade e case e piazze e fontane e tunnel che dovrebbero cambiare (in alcuni casi gia' l’hanno fatto) i connotati della Parma tramandata dalle generazioni, nel nome di un malinteso concetto di normalita'. E chi si oppone e' un sorpassato, peggio, un “terrorista” o addirittura un «repubblichino», per usare epiteti risuonati nella sala del consiglio comunale in capo a furibonde contrapposizioni generate, e' giusto sottolinearlo, da una sparuta minoranza. Perche' Ubaldi ha regnato come un monarca sulla citta' col consenso del centrodestra che lo sostiene ma almeno con l’appeasement pure di una parte del centrosinistra. Proprio in dirittura d’arrivo (qui si va alle urne in primavera), nei giorni scorsi ha coronato un sogno lungamente inseguito facendo votare una fidejussione da 97 milioni di euro che e' la quota spettante al Comune per finanziare due linee di metropolitana (318 milioni messi per ora in conto). Undici chilometri con scavi anche a quota meno 22 metri per essere sicuri di non incappare in reperti archeologici che potrebbero produrre stop fastidiosi. E nessuna sorpresa sulla scelta visto che i buchi piacciono tanto a uno dei parmigiani illustri, l’ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi.

Fu proprio nel corso di uno degli ultimi giorni del governo Berlusconi (29 marzo 2006) che il Cipe decise lo stanziamento di 172 milioni di euro per l’opera. Da citta' del parmigiano a citta' gruviera? Calma, perche' nonostante i passi significativi, ci sara' pure qualcuno che vorra' chiarire anomalie e coincidenze sospette. L’onorevole Grazia Francescato, capogruppo dei Verdi nella commissione Lavori pubblici, gia' annuncia un’interrogazione al governo. Vuole sapere, ad esempio, di Ettore Incalza e di Andrea Ghillani.

Chi sono costoro?

Il primo era direttore generale del ministero delle Infrastrutture e, guarda caso, nove giorni prima del fati dico 29 marzo e' stato nominato dal sindaco consigliere di amministrazione di MetroParma, unitamente a Maurizio Ghillani, altro buon amico di Lunardi e che in passato aveva firmato con il ministro di Forza Italia almeno un progetto in comune. Incalza si trovo' cos’i' a rappresentare al tavolo del Cipe il governo quando gia' stava in MetroParma. Elargitore e beneficiario nello stesso tempo, alla faccia di pudore e incompatibilita'. Non e' tutto. MetroParma, nella sua nuova configurazione di vertice, ha deciso di assegnare la supervisione del progetto definitivo alla societa' Metropolitana milanese, che era giunta terza nel concorso del 2005. Per la cronaca si ricorda che MM, al cui timone e' stato fino al giugno scorso Giulio Burchi, in passato ha dato vari incarichi a societa' che fanno capo a alla famiglia di Lunardi come Rocksoil e Stone.

L’attuale ministro Antonio Di Pietro forse vorra' vederci chiaro. Il governo rispondera'. Alcune associazioni locali per la salvaguardia del territorio presenteranno dei ricorsi. E se ne parlera' nelle sedi appropriate. Intanto a Parma se ne parla per ogni dove e piu' che le tecnicalita' o le procedure si invoca il buonsenso. Questo e' un posto dove ancora si attraversa il centro a piedi, da porta a porta, in non piu' di l5 minuti. Dove gli unici parcheggi esauriti sono le rastrelliere delle biciclette, usate anche nei pochi giorni freddi di questo inverno primaverile. Dove i parcheggi costruiti a ridosso del nucleo storico hanno perennemente accesa la luce verde di “libero”. E dove in definitiva anche chi utilizza i mezzi pubblici di superficie impiega, tempi di percorrenza per tragitto medio alla mano, cinque minuti in piu' di quanto previsto con l’underground.

Per questo la metropolitana in diversi la vivono ancora come una barzelletta: “La metropolitana? A Parma? Ma dai… “. Ci sara' poco da ridere quando si apriranno i cantieri. Sei anni di lavori, 20 stazioni e i debiti che graveranno sui figli fino al 2036 (oltre al capitale da rimborsare, altri 59 milioni di interessi). E sempre ammesso che dai figli non si passi ai nipoti perche' i calcoli di spesa, se comparati con altre opere simili in altri luoghi, appaiono ottimistici ed e' un eufemismo. Il costo al chilometro e' stimato in 29 milioni di euro, quando a Brescia e' di 57, quasi il doppio, a Bologna di 50 e, per andare all’estero, a Rennes di 53. Calcoli fatti dall’Associazione Parmaincomune che invoca, sinora inascoltata, un referendum. Si stesse pure virtuosamente nel budget, comunque bisognerebbe incanalare, sulle scale mobili verso il sottosuolo alcuni milioni di passeggeri l’anno (le stime variano dagli 11 ai 20) in una citta' di 177.068 abitanti (tutta la provincia ne fa 420.056), quando stime ritenute ragionevoli in Europa fissano a un milione il bacino d’utenza minimo perche' una comunita' ammortizzi i costi di linee sotterranee. Ed e' previsto dal piano finanziario che tutte le risorse rastrellabili da parcheggi, zone blu eccetera, vadano a cercare di limitare il “grande buco”.

Gigantismo, insomma. Gli immigrati spingono leggermente all’insu' il numero degli abitanti (1.300 in piu' in un anno) e l’incremento viene salutato come la prova delle magnifiche sorti e progressive della citta'. Ubaldi ha sempre smentito di avere in testa un capoluogo con 400 mila abitanti, piu' del doppio dell’attuale, pero' le opere su tali numeri e oltre vengono tarate. Poi, in un impeto ducale, pensa che Parma debba essere il polo d’attrazione per 5 milioni di persone quante se ne ricavano prendendo il suo ombelico come punto di riferimento e girando un compasso largo cento chilometri. Effetti devastanti di un’ambizione smodata e senza obiezioni se gli unici che hanno osato disturbare il manovratore in questi anni sono un piccolo giornale (“Polis quotidiano”, nulla a che vedere con la rete Grauso) e un altrettanto piccolo settimanale (“La voce di Parma”). Cosi' se un giornalista affermato come Maurizio Chierici, parmigiano, si permette di obiettare circa la congruita' di una costruzione lunga centinaia di metri e ribattezzata “Punta Perotti” emiliana (avrebbe dovuto ospitare gli studenti, non ce n’e' traccia ed e' comunque un’eredita' del centrosinistra), si prende dal sindaco, via tv locale, del “personaggio che dimostra di essere squallido”. Tanto da produrre l’effetto comico che nei giornali va sotto la dizione “uomo che morde il cane”. Nel nostro caso, il giornalista che querela il politico.

La tv in questione si chiama “Teleducato”, e' di proprieta' del costruttore Paolo Pizzarotti, il quale ha voce in capitolo anche sulla storica “Gazzetta di Parma” e su Tv Parma, che sono proprieta' dell’associazione industriali. Quasi un monopolio, Pizzarotti ha sostituito l’inguaiato Calisto Tanzi (Parmalat) sulla vetta dei potenti locali. La sua azienda divide gli appalti piu' succosi con la Bonatti, di cui Calisto era socio. Sindaco e costruttori, il potere sta li'. Col sindaco che si barcamena nella rivalita' tra Pizzarotti e Lunardi, un tempo amici e ora avversari per quegli umori spesso mutevoli della provincia. Per Elvio Ubaldi non e' mai stato un problema fare l’equilibrista. Sessantenne, gia' nell’entourage dei Tanzi e della sinistra Dc, fu vicesindaco col centrosinistra e poi sindaco con la lista Civilta' parmigiana appoggiata dal centrodestra. Ha resistito a rovesci che avrebbero abbattuto gente meno solida. Nella sentenza del 1993 che ha mandato assolti per prescrizione gli imputati di una storia di tangenti per la “viabilita' sud” si leggono le seguenti dichiarazioni dell’allora assessore all’urbanistica per il Psi Alfredo Stocchi: “Normalmente per tutti gli appalti le decisioni venivano prese collegialmente dal Begani, dal Grossi (all’epoca sindaco) e dal vicesindaco Ubaldi, I tre si accordavano su tutto e poi il Begani dava il via agli appalti. Anche in questo caso i tre si erano visti, come mi disse il Grossi, ed avevano deciso di dare il via a una commissione a maggioranza tecnica per far tacere le polemiche sorte nel consiglio comunale. Mi fu riferito che si era deciso di far vincere l’appalto alla cordata capitanata da Pizzarotti…”. Ubaldi in quel processo non era imputato. Piu' recentemente, inchiesta Parmalat, negli interrogatori del segretario di Tanzi e suo omonimo, Piergiovanni Tanzi: “Ho consegnato personalmente a Ubaldi, in piu' circostanze, dal 1999 al 2002, circa 20 mila euro, di cui 10 mila euro nel 2002”. Anche qui nessuna conseguenza.

Uffa, che fastidio i moralismi quando c’e' da fare grande Parma, riportarla ai fasti di Maria Luigia. E che noia quei vincoli, lacci e lacciuoli che impediscono di fare un bel lifting e passare alla storia come l’uomo che ribalto' il Ducato. Un costoso sovrappasso ciclabile sulla via Emilia qui (ci transitano quattro biciclette al giorno), una faraonica fontana che pero' ogni tanto si deve spegnere la' (l’acqua portata dal vento ghiaccia sulla sede stradale). Un progetto pluribocciato per un “ponte abitato” con palazzi di sei piani su, controversi tunnel sotto i viali giu', come giu', sottoterra, dovrebbero finire le bancarelle del mercato della Ghiaia. Infine l’idea che scatena l’indignazione.

Esiste in centro un edificio storico, le cui parti piu' antiche risalgono al Duecento definito Ospedale Vecchio, corrispettivo, fatti salvi i paragoni, del Colosseo per Roma. Ospita, tra l’altro. l’archivio storico. E’ in discreto stato, avrebbe bisogno di un restauro conservativo. Restauro, non ristrutturazione. La giunta Ubaldi decide di avviare un project financing (capofila la Pizzarotti) in seguito al quale larga fetta del complesso (20 mila metri quadri) sarebbe poi gestito per 30 anni da privati con possibilita' di farci albergo, residence e negozi. L’avvocato Arrigo Allegri, presidente dell’associazione Monumenta, ricorre alla legge e riesce a far bloccare lo scempio. Il combattivo consigliere indipendente di Rifondazione comunista Marco Ablondi scrive al ministro Francesco Rutelli per chiedergli di intervenire. Da Parigi si fa sentire persino il grande medievalista Jacques Le Goff che implora di non impachettare negli scatoloni l’archivio storico, che questo sarebbe il suo destino. Ma anche Le Goff si becca da Ubaldi una metaforica alzata di spalle e una pesante allusione sull’eta' avanzata. Per i padroni di Parma andrebbe “ristrutturato” pure lui. Se il Parlamento non approvera' di corsa una legge che permette il terzo mandato, Ubaldi fra poco ha finito. Ma non si rassegna. Lo si vede a Milano coi Volenterosi, fa occhi dolci alla Margherita, incita a superare i partiti e a sostituirli con le “persone”. Lavora perche' dopo di lui non ci sia il diluvio ma qualcuno che continui per lui, fa niente se arriva dall’opposizione. C’e' rimasto qualcosa da scavare a Parma?


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Reset

October 25th, 2006

L’iniziativa RESET promossa dal nostro caro amico Beppe Grillo è un grido di speranza, una boccata d’aria fresca, una luce in lontananza nella notte.
RESET.
Si deve ripartire dalle poche cose importanti. RESET! Se vogliamo attuare questo, siamo costretti a fare qualche passo indietro, “a passo di gambero” come ci suggerisce un libro di U. Eco. Reset.

La prima iniziativa promossa all’interno di questo programma di resettaggi del bel paese ci coinvolge pienamente perchè si occupa dei temi fondamentali della città.
Il dodecalogo stilato è di inaudita freschezza e completezza.
Per chi, come noi, sta affrontando questo tema da anni, non può che rimarcare l’importanza di questi 12 punti.

Che possano essere da promemoria, ogni giorno, per i nostri amministratori!

1.Ticket di ingresso per le auto
2.Pista ciclabile che attraversi ogni percorso cittadino
3.Eliminazione progressiva dei parcheggi in città
4.Creazione di zone verdi dove ora ci sono parcheggi
5.Car sharing pubblicizzato e incentivato dai Comuni
6.Autobus e taxi elettrici
7.Diminuzione dell’Ici del 30% al residente che non possiede una macchina
8.Tempo di attesa al semaforo per le macchine doppio rispetto ai pedoni
9.Carico e scarico dalle 5 alle 7 del mattino
10.Mezzi pubblici gratuiti
11.Tassa per l’occupazione di suolo pubblico per le macchine parcheggiate
12.Uffici pubblici di nuova costruzione tassativamente senza parcheggi.

Per quanto riguarda il discorso dei parcheggi ai punti 3, 4 ,12 si faccia riferimento al precedente articolo sulla Biennale di Venezia, dove nel Video, Richard Rogers, Chef Advisor di Londra, ci spiega come nella City e nel centro storico di Londra sia stato combattuto il problema del traffico.

Può essere che Rogers abbia aiutato a redarre questo dodecalogo?

:: Un grido dalla Biennale di Venezia – Riprendiamoci la citta'

October 11th, 2006

Venezia, 7 settembre 2006
La città è stata presa dai trafficanti, dagli affaristi, perchè non proviamo a prenderla un pò più noi architetti?”- Renzo Piano

Due grandi architetti (Richard Rogers e Renzo Piano) parlano del futuro della città, dei problemi globali, della crescita delle città e del divario tra ricchi e poveri.
La terra è fragile” sottolinea Piano, i progetti architettonici e urbani devono tener conto di questa nuova certezza.

Non andiamo fuori dalla città” ripete più volte Richard Rogers, dobbiamo costruire sul costruito, utilizzare i terreni ex industriali, bloccare la crescita esplosiva della città.

Lo sviluppo futuro degli spazi urbani non deve essere di espansione ma di completamento e di saturazione.

Per diminuire il divario tra città e periferia, la periferia deve essere recuperata, trasformata, densificata attraverso nuovi spazi pubblici, deve essere costruita "a strati" come la città storica.


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:: Food Valley o Gru Valley ?

April 2nd, 2006

La perdita di suolo agricolo a Parma

Si è tenuto venerdì 31 marzo presso la libreria Musidora (in strada Inzani 29) l’incontro per la presentazione della pubblicazione:

“Food Valley? La perdita di suolo a Parma”.

Finalmente con questa pubblicazione si rendono noti i dati sul consumo di suolo nel comune di Parma, le problematiche allo stato attuale, i preoccupanti scenari futuri e soprattutto le possibili alternative.
La pubblicazione, realizzata nell’ambito del progetto Crisalide, a cura di legambiente e WWF, con i contributi di “Le città invisibili”, Inbar, Italianostra e Lipu verrà presto presentata a Parma.


Nei nove anni dal 1994 al 2003 l’espansione urbana nel comune di Parma è proseguita ad un tasso del 3% annuo.

Pur senza tenere conto dei problemi di vivibilità, di regimazione delle acque, di inquinamento,

esiste un limite definitivo ed invalicabile a questa espansione: i 26.100 ettari della superficie comunale di Parma.

Se si continuasse con questi ritmi , arriveremmo a ricoprire l’intera superficie agricola del comune già nel 2060.

Un’elaborazione degli ultimi quarant’anni conferma questo dato, collocando la data di saturazione totale del comune tra il 2040 ed il 2079 !

Scarica la pubblicazione